martedì 14 agosto 2012

riabilitazione della chiacchiera?


            non ho mai sopportato la chiacchiera. sfrontatamente, ero solito chiedere: “ma parli per poi poter fare qualcosa, o fai qualcosa per poi avere di che parlare?” istrionismo e fastidio. moralismo e faccia di qu. perché chi è senza peccato…
            ne sento tutti i giorni. tutti i santi giorni. amici e conoscenti che si sentono di poter disprezzare il vicino di ombrellone che discetta con bonaria simplicitas della pacchiana crociera appena archiviata. e si sentono baciati da una sapienza iniziatica. ottenuta leggendo la repubblica (non quella di Platone, quella di Eugenio Scalfari) o leggendo qualche versetto esoterico di heidegger, a seconda dei gusti.
            per anni ho disprezzato l’uomo medio, probabilmente perché me ne sentivo minacciato. per anni ho disprezzato la chiacchiera come avvelenamento dell’aria, manco fosse una nube di plutonio vagante fantozzianamente sopra tutte le nostre teste. chiunque abbia il vizio della conoscenza e del pensiero è un albatros da infilzare, come direbbe Baudelaire, e lo so bene anch’io. ma è vero anche che fare il muzio scevola sempre pronto a mettere la mano sul fuoco ogni cosa che dice, manco fosse che quello che arde è il roveto oltre il quale è sito un dio veterotestamentario che ovunque sorveglia… no, anche no.
            preferisco la chiacchiera, piuttosto. come il pronipote dello scevola mi ricorda ogni giorno: saremo herrsuperdoktor desticazzi, ma siamo anche vegie ciattelle zeneisi. chi la mano sul fuoco la mette ogni giorno, in ogni parola, mi accuserà di inautenticità, di essere lontano dalla verità. ma da un po’ di tempo a questa parte, la verità mi appare inesorabilmente kitsch. ho una malcelata simpatia per i sofisti, ed un malcelato sospetto che la storia della filosofia come ce la raccontano poggia su un idiotismo di fondo ben poco dostoevskijano. un buonismo stucchevole e insostenibile. del resto, sono talmente frivolo e superficiale che adotto spesso e volentieri la suggestività come criterio ermeneutico, come un mio sodale tubinghese ben sa. il lato gaga della vita. si, quello. Gaga, Lady.

1 commento:

  1. La suggestione come metodo ermeneutico. Grande.

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